Comune di Anguillara Veneta

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in aggiornamento

Con D.G.C. n.72 del 27.10.2011 è statro approvato il Documento Preliminare del Piano di Assetto del Territorio e il Rapporto Ambientale preliminare

Documenti:
- DELIBERA N. 72-2011
- DOCUMENTO PRELIMINARE
- RAPPORTO AMBIENTALE PRELIMINARE

Allegati:
Allegato 01 vincoli
Allegato 02 nitrati
Allegato 03 difesa
Allegato 04 ambiti

Con D.G.C. n. 76 del 15.10.2012 sono state approvate le modalità di concertazione e partecipazione di cui all'art. 5 della L.R. 11/2004 per la redazione del P.A.T.

Documenti
- DELIBERA N.76-2012
- Volantino incontri concertazione e partecipazione nella pianificazione
- Modulo per eventuali proposte, indicazioni e pareri in merito ai contenuti del Documento Preliminare del P.A.T. e Rapporto Ambientale preliminare

Con Delibera di G.C. n. 2 del 17.01.2013 si è preso atto della conclusione della fase di concertazione e si è approvata la relazione conclusiva sulla concertazione.

- DELIBERA N.02-2013
- ALLEGATO A

REGOLAMENTO DELLA BIBLIOTECA COMUNALE "G.B. MARINELLI"

Far parte di un Sistema Condiviso comporta anche condividere delle regole:

 

TESSERA UNICA E NON CEDIBILE: il prestito dei documenti si può ottenere presso ciascuna delle Biblioteche del Bacino Bibliografico della Saccisica e del Conselvano; la tessera è gratuita, nominale e NON cedibile;

NORME PER L’ISCRIZIONE: ci si iscrive compilando un apposito modulo ed esibendo un documento di riconoscimento; per i minorenni è richiesta la firma del genitore;

DURATA e NUMERO DEI PRESTITI: i libri si possono tenere per 28 giorni, per un numero massimo di 7 documenti per volta; i supporti multimediali (CD, DVD, VHS) si possono tenere in consegna per 7 giorni;

ASSEGNAZIONE E PRENOTAZIONE: è possibile far arrivare direttamente nella biblioteca di Anguillara Veneta il libro che desiderate, se disponibile tramite “assegnazione”, diversamente tramite “prenotazione”. Il servizio è gratuito ed amplifica la possibilità di soddisfare i nostri utenti in tempi rapidissimi, dal momento che ogni settimana un servizio di circuitazione del Bacino Bibliografico ci consegna i libri richiesti;

INTERNET: ogni utente può consultare e verificare da casa propria il catalogo collettivo, informandosi dunque in modo autonomo sullo stato del libro che lo interessa. Per accedere al catalogo collettivo basta collegarsi al sito http://www.bpa.pd.it/LinkUtili.htm e selezionare il catalogo della RETE BIBLIOTECARIA N.4 Saccisica e Conselvano.

IL COMUNE

 

Municipio: Tel. 049 5387001 - Fax 049 5387999
Sindaco: Tel. 049 5387001
Segretario comunale: Tel. 049 5387001

 


Giunta Municipale e orari di ricevimento
 
Sindaco: Dott. Luigi Polo (Bilancio, Programmazione, Rapporti con A.S.P. srl, Valorizzazione del Territorio)
Giovedì ore 10.00-12.00
Sabato ore 10.00-12.00
Vicesindaco e assessore: Luigi Ballotta (Urbanistica (PAT), Edilizia Pubblica e Privata, Personale) 
Giovedì ore 17.00-19.00
Sabato ore 10.00-12.00
Assessore: Claudio Buson (Lavori Pubblici, Patrimonio, Protezione Civile)
Martedì ore 10.00-12.00
Giovedì ore 10.00-12.00
Sabato ore 10.00-12.00
Assessore: Dott. Davide Lazzarin (Politiche Energetiche, Associazionismo, Manifestazioni, Gemellaggi)
Sabato ore 08.00-10.00 e 12.00-13.00 o su appuntamento
Assessore: Dott. Antonio Spada (Cultura, Istruzione, Politiche Giovanili, Comunicazione)
Giovedì ore 10.00-12.30
Sabato ore 10.00-12.30
AssessoreFilippo Tomiato (Attività Produttive, Valorizzazione del Prodotto Tipico, Commercio)
Sabato ore 11.00-13.00
AssessoreAlessandro Zambelli (Servizi Sociali, Sport, Tempo Libero)
Sabato ore 9.00-12.00


Orari di ricevimento degli uffici comunali
 
Uff. Amministrativi (Segreteria, Contratti e protocollo) 
dal lunedì al sabato 9.30-12.30 
Uff. Finanziari e Personale (Ragioneria, Tributi, Personale) 
dal lunedì al sabato 9.30-12.30 
Uff. Tecnico 
martedì, giovedì 9.30-12.30 (al sabato per appuntamento) 
Uff. Demografici 
dal lunedì al sabato 9.30-12.30 
il giovedì anche 16.30-17.30 
Polizia urbana 
giovedì 8.30-13.00 e sabato 9.00-13.00 
Servizi Sociali 
lunedì, giovedì 9.30-12.30 
 
Orari di apertura della biblioteca comunale
 
Martedì: 9.30-12.30 e 15.00 – 18.00 
Mercoledì: 15.00 – 18.00 
Giovedì: 9.30 – 12.30 e 15.00 – 18.00
Sabato
: 9.30 – 12.30

Tutte le manifestazioni del territorio

Sagra di sant'Antonio: con processioni, intrattenimenti danzanti, mostre e bancarelle presso l'ex villa Arca del Santo in località Taglio  -  13 giugno

Sagretta del Capitello: celebrazioni religiose, manifestazioni  folcloristiche, bancarelle e intrattenimenti presso l'omonima chiesetta  -  terzo lunedì di luglio
 
Fiera franca di san Gaetano:
con giostre, bancarelle, mostre, pesca di beneficenza, intrattenimenti e spettacolo pirotecnico presso la piazza centrale 
 
Concorso di pittura:
organizzato dal circolo sociale Auser e dalla Biblioteca comunale per tutti gli artisti di qualsiasi tendenza pittorica, e con ricchi premi. Durante la fiera franca di san Gaetano presso le scuole elementari di piazza Matteotti (vedi cartina)
 
Festa della patata americana: esposizioni e degustazioni gastronomiche del prodotto tipico locale presso l'ex villa Arca del Santo  -  prima metà di settembre
 
Sagra di Borgoforte - Festa del Formaggio:
con danze, intrattenimenti, stand gastronomici e bancarelle presso gli impianti sportivi della frazione Borgoforte  -  prima metà di settembre
 
Concorso organistico nazionale "Città di Anguillara Veneta":
istituito nel 2000 allo scopo di promuovere la conoscenza del pregevole Callido della chiesa di Borgoforte - autunno. E' sospeso dal 2005.
 
Marcia di sant'Andrea: corsa non competitiva a premi su percorsi da 6, 12 e 21 chilometri; presso la piazza centrale  -  terza domenica di novembre
 
Sagra di sant'Andrea: sagra paesana con giostre, bancarelle, mostre e intrattenimenti presso la piazza centrale  -  30 novembre
 
Mercato settimanale: ogni giovedì presso la piazza centrale e le vie circostanti

Festa della patata americana di Anguillara Veneta

Secondo e terzo week-end di Settembre

Una storia secolare
patata americana

La patata dolce o americana, originaria del Nuovo Mondo, fu scoperta nel Cinquecento dal navigatore Cristoforo Colombo e presentata alla regina Isabella di Castiglia, che la diffuse nel Continente come convolvulo indiano o patata di Spagna.
In Italia sembra che la sua introduzione sia dovuta a Federico II, granduca di Toscana, che nel 1630 la volle coltivare nel giardino di Boboli in quel di Firenze. Tuttavia, per molto tempo, rimase una curiosità confinata negli orti botanici, finché nei primi decenni dell’Ottocento fu proposta e raccomandata da più parti per l’utilizzo alimentare umano e animale, come testimoniano le iniziative pionieristiche attuate in diverse aree della nostra penisola.
Nel Basso Veneto risulta introdotta dal medico e botanico padovano Giuseppe Antonio Bonato che, attorno al 1812, nelle province di Padova, Rovigo e Venezia riscontrò condizioni favorevoli alla coltivazione. Ma, è dai documenti d’archivio della Società d’Incoraggiamento dell’Agricoltura di Padova, che si apprende come don Isidoro Piovan, parroco di Anguillara Veneta,patata americana
già nel 1853 coltivasse a patate americane una superficie di 3.430 metri quadri, poco meno di un campo, ubicato nei pressi della riva sinistra dell’Adige, ricavando 5.500 libbre di prodotto e un utile di 333,75 lire.
Altre autorevoli fonti biografiche attestano che la patata americana fu introdotta alla grande coltura nel 1880, per iniziativa del conte Donà dalle Rose che, a ridosso dell’Adige, in località Trona del comune rodigino di San Martino di Venezze, possedeva
una vasta tenuta.
Da qui la pronta diffusione in altre zone del Polesine e sulla riva padovana dell’Adige, mentre continuava ad essere poco conosciuta altrove.
Se guardiamo invece alla tradizione orale, ad Anguillara Veneta la coltivazione della patata americana fu avviata con buon successo fin dagli inizi del Novecento, in seguito al rientro in paese dei primi emigrati in Brasile e, per distinguerla dalla patata nostrana, coltivata in zona ormai da tempo, la chiamarono americana o mericàna. Alcuni anziani puntualizzano che, durante il lungo viaggio di ritorno ad Anguillara, per non far appassire le talee, i migranti le trasferirono a bordo dei piroscafi entro capienti tinozze piene d’acqua. L’immediata fortuna, circoscritta al comune di Anguillara Veneta,
si spiega con le caratteristiche di indiscussa unicità dei terreni alluvionali, con la successiva bonifica e con la situazione fondiaria, che nell’arco dei secoli ha caratterizzato questa particolare località del Basso Padovano.campi patata americana
La storia ricorda Anguillara Veneta tradizionalmente popolata da piccoli coltivatori e da numerosi braccianti, costretti in minuscole cesùre avute in affitto o concesse alla parte, infatti, il paese è stato per secoli di proprietà quasi esclusiva dell’Arca del Santo di Padova. E i residenti hanno scoperto la possibilità di sfruttare al meglio la poca terra a disposizione proprio nella patata americana, mettendola a dimora accanto al frumento oppure al granoturco, due colture indispensabili per pagare l’affitto al padrone e alimentare la famiglia e il bestiame.
Ben presto gli anguillaresi diventarono padroni della tecnica di riproduzione e, oltre le patate americane, cominciarono a sfruttare anche la vendita delle talee verdi, dopo averne messo a dimora un quantitativo prestabilito. Il conteggio avviene tutt’oggi in miàri, cioè a migliaia, e si sfrutta l’apposita serra per due o tre settimane, prelevando e confezionando le talee in mazzi da cento, per venderle poi al mercato settimanale o
cederle ai rivenditori arrivati da fuori.cesto patata americana
Un tempo, il ricavato della vendita equivaleva all’importo introitato dalla cessione di una covata di pulcini o di una sporta di uova fresche e, anche oggi, per i contadini part-time di Anguillara, pur nelle mutate condizioni di mercato, la produzione della patata americana rimane un buon integrativo del reddito familiare, oltre che un modo per esprimere il proprio attaccamento alla tradizione.
Attualmente, nel Basso Padovano, l’area di coltivazione è circoscritta ai comuni di Anguillara Veneta, Boara Pisani, Stanghella, Solesino e Pozzonovo e i controlli avvengono tramite l’Albo dei Produttori, tenuto presso la Camera di Commercio della provincia, mentre la corretta applicazione del disciplinare di produzione è affidata al Ministero per le Politiche Agricole.
Pertanto, sulla produzione destinata al consumo, l’etichettatura ha l’obbligo di segnalare la località di provenienza e l’organismo gestore del marchio. Ecco allora che, al momento dell’acquisto, i consumatori più attenti e gli intenditori devono tenere in debito conto queste indicazioni ed essere certi che si tratti di patate americane prodotte ad Anguillara Veneta, in quanto, essendo una radice, lo sviluppo e la qualità del tubero è ineluttabilmente determinata dalle condizioni del suolo e dalle particolari caratteristiche organolettiche e climatiche.

 

DATA CENSIMENTO ANNO CENSIMENTO MASCHI FEMMINE TOTALE
CENSIMENTO DELLA POPOLAZIONE DI ANGUILLARA VENETA PRIMA DEL 2010
31 DICEMBRE 1981 2701 2779 5480
31 DICEMBRE 1991 2523 2675 5198
31 DICEMBRE 2001 2291 2450 4741
31 DICEMBRE 2010 2258  2366 4624
30 GIUGNO 2011 2237 2360 4597
         
         

 

NOTE GEOGRAFICHE

Abitanti: 4690 (al 31.12.2009)
Superficie: 21,51 Kmq
Posizione geografica: adagiato sulla riva sinistra del fiume Adige, 35 km a sud del capoluogo Padova e 13 km a nord di Rovigo
Altitudine: minima: -0,60 s.l.m.; massima +4,80 s.l.m.
Corsi d'acqua principali: fiume Adige, canale Gorzone
Superficie boschiva (golenale): 30 ha ca.

 

QUADRO ECONOMICO
Agricoltura: cereali, barbabietola, patata americana, soia, florovivaismo
Industria e artigianato: stampaggio minuteria metallica, carpenteria metallica, lavorazione del ferro, serramenti in legno, colorificio, imballaggi, trasporti, prodotti ittici, formaggi

Mappa del Comune di Anguillara Veneta

foto murales

La Biblioteca Comunale di Anguillara Veneta è stata istituita con Delibera Consiliare n. 42 del 23/05/1979. Il servizio, tuttavia, ha preso avvio solo nel 1987, dopo l'ultimazione della sede avvenuta nell'anno precedente.
Dal 1989 la Biblioteca è intitolata alla memoria di Gian Battista Marinelli, un compaesano illustre, studioso di matematica e filosofia, professore presso l'Università di Padova e autore di alcune opere scientifiche.
Egli nacque ad Anguillara nel 1716. Fin da giovane si dedicò allo studio delle lettere, delle scienze e della teologia, assecondando poi la sua attitudine per la matematica al punto da essere chiamato, una volta completati gli studi, all'insegnamento universitario nel 1768.
Al termine della sua carriera ottenne dal Senato Veneto un'onorata giubilazione, con il diritto di avere il suo nome scritto nel "rotolo".
Morì nel 1804, lasciando alle stampe due lavori: una "Introduzione alla filosofia naturale", ed un curioso libro, scritto interamente in latino, intitolato "Schediasmata arithmetica et geometrica ad studiosae juventutis usum", cioé "Appunti di matematica e di geometria ad uso della gioventù studiosa".


La biblioteca occupa un lato dell’edificio comunale, in via Mazzini 11, ed è caratterizzata dalle sue ampie vetrate luminose. Lo spazio è articolato in due piani: al piano alto si trova la sezione adulti, ordinata secondo le norme della classificazione decimale Dewey: i libri sono suddivisi per materia e l’accesso agli scaffali è libero; qui si trova inoltre una postazione internet ed è attivato il servizio fotocopie. Una gradinata conduce al piano inferiore dove si apre la sezione dedicata ai ragazzi,  con 20 posti a sedere. A rendere l’ambiente ancora più confortevole e stimolante contribuisce una nuova realizzazione, ovvero un murales ispirato alla letteratura Fantasy e al mondo dei fumetti (Eddy Talpo, 2009).

Entrando a far parte del Bacino Bibliografico della Saccisica e del Conselvano, la Biblioteca di Anguillara Veneta ha potenziato le sue offerte e sta notevolmente crescendo in quantità del posseduto e qualità dei servizi.

U.S.D. JUNIOR ANGUILLARA

Via Sabbioni, 125 - 35022 Anguillara V.ta
Presidente: CRIVELLIN BRUNO
Referente: TROVO’ GIUSEPPE
e-mail: vale1968@tele2.it

S.P.S. MARTIN PESCATORE

Via S. Andrea Apostolo, 12 - 35022 Anguillara V.ta
Presidente: DEGAN MASSIMO

PRO-LOCO Anguillara Veneta

Pro Loco

Piazza De Gasperi, 7 - 35022 Anguillara V.ta
Presidente: CAPUZZO FELICE – Via Roma, 89
e-mail: capuzzo.felice@hotmail.it

PARROCCHIA SANT’ANTONIO ABATE

Via Ponte, 6 – BORGOFORTE - 35022 ANGUILLARA VENETA (PD)
referente: Don Daniele Marangon (348-7444019)
e-mail: daniele.marangon@tiscali.it

Parrocchia di S. Andrea Apostolo

Piazza Matteotti, 23 - 35022 Anguillara V.ta
Presidente: Facchin Don Massimo,
e-mail: donmaxy@tiscalinet.it

Federazione Italiana della Caccia (F.I.D.C.) – Anguillara Veneta

Via Pizzoni, 33 - 35022 ANGUILLARA V.TA
Presidente: CARRARO ANDREA

ESSER-GI (Essere Giovani Insieme)

Via Vittorio Veneto, 49 - 35022 ANGUILLARA VENETA
Presidente: ELENA BACCHIN
e-mail: sun1978@interfree.it

CIRCOLO SOCIALE AUSER

Via Lungo Adige, 14 - 35022 ANGUILLARA V.TA
Presidente: BIONDI GIOVANNI,
e-mail: gianni_biondi@libero.it

ARCI – CACCIA

Via S. Gaetano, 22 - 35022 Anguillara Veneta
Presidente: CAPETTA GUIDO

A.S.K.D. KODOKAN Karate Anguillara

Via Piave, 77 - 35022 Anguillara V.ta
Presidente: PIVA GIULIANO

ASD OYAMA KARATE POLESANO

logo karate

Via Marconi, 956 – 45030 SAN MARTINO DI VENEZZE (RO)
Presidente: RAFFAGNATO LORENA
e-mail: bedonml@libero.it

NOI PER VOI

Via Pericoli, 4 - 35022 Anguillara V.ta
Presidente: SCARPARO ANNA

ASSOCIAZIONE NAZIONALE FAMIGLIE CADUTI E DISPERSI IN GUERRA

Via Vittorio Veneto, 14 - 35022 Anguillara V.ta
Presidente: LONGO ROBERTA

ASSOCIAZIONE LIBERI PODISTI

logo podisti

Via S. Gaetano, 18 - 35022 Anguillara V.ta
Presidente: POLETTO ANGELICA, tel. 049 5387146
Referente: TREVISAN FULVIO – Via Roma, 162 – 35022 Anguillara Veneta
e-mail: fulvio.trevisan@virgilio.it

ASSOCIAZIONE L’ACCORDO

Via Beolo, 11 - 35022 ANGUILLARA V.TA
Presidente: FERRARI ANDREA,
e-mail: andreaferrarivoice@tin.it

CARITAS Parrocchiale

Via Roma, 17, 35022 Anguillara V.ta
Presidente: DELLACASA BELLINGEGNI GIANNINA

AVIS di base “CARLO CARRARO”

Via Roma, 124 - 35022 ANGUILLARA V.TA
Presidente: OLFENI DANIELE,
e-mail: avisanguillaraven@virgilio.it

A.S.D. ATLETICA ANGUILLARA ARZERGRANDE

Via Fratelli Bandiera, 60 – 35023 BAGNOLI DI SOPRA (PD)
Presidente: LUCCATO ALBERTO
e-mail: pd165@fidal.it; atletica_angarz@libero.it

ARCAVIVA

Via Cittanova, 7 – 35022 Anguillara Veneta
Presidente: CESTARO MARISTELLA
e-mail: stella.cestro@tin.it

ANPI  Ass. Nazionale Partigiani Italiani

Via Ca’ Matte, 36 - 35022 Anguillara Veneta
Presidente: VEGRO MIRCO
e-mail: mirkovegro@alice.it

AIDO (Associazione italiana Donatori Organi Tessuti Cellule)

Via Firenze n. 5, 35022 Anguillara Veneta
Presidente: MANTOAN MARIA BRUNA CATIA
e-mail: aidoanguillara@hotmail.it

A.C. Borgoforte
Via S. Antonio Abate, 1 - 35022 ANGUILLARA V.TA
Presidente: QUINTO DEVIS, Via Lagomolin, 25 – 45100 BUSO (RO),
Tel. 3492614507


Una chiesa di Borgoforte, dedicata a sant'Antonio Abate, è ricordata in epoca anteriore al 1297. 
Notizie si hanno nelle relazioni redatte in occasione delle visite pastorali. La prima di queste avviene nel 1449 e la relazione specifica che nel villaggio di Borgoforte vi è una chiesa campestre, dedicata a S.Antonio la quale è soggetta alla chiesa di Anguillara. Questa chiesa "campestre" non ha ancora un proprio sacerdote, dato che un unico Rettore ufficia in entrambe. Si parla di Rettore perché in questo periodo nemmeno Anguillara era eretta a Parrocchiachiesa. Apprendiamo poi che la chiesa di Borgoforte era stata costruita dalla famiglia dal Cesso, come risulta dalla visita pastorale del 1489 e sarebbe divenuta Parrocchia soltanto nel 1618. Nel 1668 possiede due altari: il primo dedicato al SS.mo Sacramento e il secondo alla Beata Vergine del Rosario. La relazione precisa che la chiesa faceva parte della Diocesi di Padova e del Vicariato di Anguillara e che gli abitanti avevano il diritto, regolarmente approvato dalle autorità, di eleggere il proprio parroco. 
Le cose cambiarono quando, nel 1683 salirono agli onori della cronaca due famiglie, Frezzato e Baretta, che probabilmente avevano contribuito in modo rilevante, se non esclusivo, alla costruzione della chiesa, per oltre due secoli conservarono il diritto di controllo sull'amministrazione della parrocchia e sulla scelta del parroco. L'amministrazione finanziaria spettava, invece, ai "massari". 
Nel 1695 la chiesa viene riedificata dal suo Parroco Don Bernchiesaardino Zanellato. 
Avvenimenti disastrosi come l'uragano del 1844 e il colera del 1849 vengono ricordati ogni anno con particolari funzioni sacre.
Nel 1907 la chiesa viene ampliata e restaurata con tre altari dedicati a S.Antonio Abate, alla B.V. del Rosario e a S.Antonio di Padova.
Fatto di rilevante importanza è anche il restauro, terminato nel 1995 per opera di Guglielmo Francesco Paccagnella, dell'organo di Borgoforte costruito nel 1803 da Gaetano Callido, il più famoso organaro veneto e uno dei più grandi di tutti i tempi.

Scoperta di un artista.

Biografia

Cesare Lorenzo Fante nacque ad Anguillara Veneta il 23 febbraio del 1876 da Fortunato Fante, messo comunale, e Cesare Lorenzo FanteGiuseppina Talpo. Fu il primogenito di sei figli. Dopo di lui vennero Tiziano, Giovanna, Beatrice, Ferruccio e Felice. Una famiglia numerosa – ma allora era normale – con un padre dotato di una certa cultura per l’epoca: le nipoti tramandano, infatti, che amasse molto la lettura.

Questa fu la vera fortuna di Cesare. Probabilmente accortosi del talento del figlio, dopo la licenza elementare gli fece frequentare, intorno agli undici-dodici anni, una non meglio identificata "scuola di disegno" a Rovigo. Il ragazzino la raggiungeva a piedi, con qualsiasi tempo, animato da una passione più grande di lui. Qui un insegnante ne intuì le capacità, convocò il padre e lo invitò a iscrivere Cesare all’Accademia di Belle Arti di Venezia.

Per i parametri dell’epoca e tenuto conto della situazione della Bassa Padovana, gravata dalla povertà assai più di altre zone della provincia per il clima insalubre e le frequenti inondazioni, le condizioni della famiglia del giovane possono essere definite buone. L’impiego comunale del padre garantiva un’entrata sicura, integrata dalla rendita di alcuni terreni; gli zii, Francesco e Cesare, e il nonno Giuseppe erano occupati nella vendita di generi alimentari. Tutti e quattro compaiono nelle liste elettorali conservate presso l’Archivio Storico, per la cui iscrizione era necessario il possesso di un determinato livello di censo. Tuttavia fornire anche ad uno solo dei figli un’istruzione universitaria superava decisamente le possibilità del clan dei Fante.

Ma il professore non si perse d’animo. Una volta convinto il padre a destinare Cesare all’Arte, passò a sensibilizzare con una lettera le famiglie benestanti di Anguillara - i Simon, i Carrari, i Masiero - perché sostenessero il giovane negli studi accademici.

Fu come nelle favole: Cesare si ritrovò a Venezia, con appartamento, tasse di frequenza e libri spesati.

Per alcuni anni studiò con tranquillità. I periodi di interruzione delle lezioni li trascorreva in famiglia. Fu proprio in queste occasioni che dipinse le opere rimaste, conservate dai discendenti: una trentina di quadri di vario soggetto, riguardanti scene di vita campestre in cui sovente compaiono i fratelli, ritratti maschili e femminili, un disegno a carboncino ispirato alla Madonna del Capitello, vedute di Anguillara, dei Colli Euganei e di Venezia, sua seconda patria.

Sono lavori a cui si dedicava per diletto, forse per tenersi in esercizio, che regalava ai familiari e ai benefattori. Si tramanda che abbia affrescato anche le pareti del Capitello e varie altre case in paese. Affermazioni, comunque, non provate da alcun ritrovamento.

La popolazione di Anguillara ebbe modo di conoscere un po’ Cesare proprio durante questi "rimpatri" dall’università. Sicuramente lui era un tipo che non passava inosservato: bel giovane, alto, dallo sguardo profondo, colto. E poi un po’ "strano". Si racconta che fosse capace di starsene seduto in silenzio per ore davanti ad un muro; quindi, improvvisamente, cominciava a dipingervi.

Dovettero essere anni felici per Cesare. Poi tutto cambiò.

Morirono alcuni dei suoi mecenati e lui si trovò nella necessità di provvedere a sé stesso dipingendo quadri su commissione. Lavorò moltissimo per mantenersi agli studi e la fatica di questo periodo probabilmente favorì l’insorgere della tubercolosi. Nel 1901 il suo aggravarsi lo costrinse ad abbandonare Venezia e a fare definitivo ritorno a casa.

Fu l’addio al sogno di una promettente carriera. La pittura rimase il principale svago dei momenti di tregua della malattia. Le nipoti, però, ricordano che in questo periodo animò anche un circolo filosocialista, che si riuniva nella sua casa. Del resto, la viva partecipazione per le condizioni dei lavoratori rurali traspare chiaramente dalle opere che ha lasciato.

Nella serenità familiare Cesare si spense il 14 novembre 1903.

Nel cimitero di via Cannaregio i compagni d’Accademia e gli abitanti di Anguillara gli dedicarono un cippo marmoreo, raffigurante una colonna spezzata, coronata di fiori e che reca alla base una tavolozza, con al centro la sua foto. Qui riposa tuttora.

(La biografia è stata redatta consultando i registri anagrafici e i documenti dell'Archivio Storico comunale, ma soprattutto utilizzando le informazioni fornite dai discendenti del pittore, in particolare dalle signore Pierina e Giuseppina Olivato, figlie di una sorella di C.L. Fante)

Angelo Milani

Un anguillarese tra i mille di Garibaldi
 
Come abbiamo imparato nei libri di storia, il 5 maggio 1860 Giuseppe Garibaldi salpava da Quarto alla testa dei leggendari Mille; sbarcato a Marsala, l'eroe dei due Mondi otteneva importanti vittorie sui Borbonici a Calatafimi, Palermo e Milazzo. Proseguendo con successo anche nel continente l'esercito garibaldino entrava trionfalmente a Napoli l'1 ottobre e finalmente, dopo la decisiva battaglia del Volturno, il 26 ottobre 1960, nei pressi di Teano, Garibaldi consegnava a Vittorio Emanuele II il Regno delle due Sicilie.
Tra le gloriose camicie rosse della spedizione figurava anche l'ufficiale Angelo Milani, nato ad Anguillara il 5 novembre 1834, figlio di Antonio, di professione fabbro ferraio, e di Maria Teresa Trevisan. La famiglia abitava in via Giara n.94, come risulta dall'atto di battesimo conservato presso l'archivio parrocchiale.
Angelo Milani apparteneva alla 4.a Compagnia e fu ferito a Calatafimi. Il 6 ottobre 1860 fu nominato sottotenente di cavalleria, grado che conservò passando nel Regio Esercito. Si dimise volontariamente il 14 agosto 1864 ed ebbe la pensione dei Mille. Morì a Bologna il 22 aprile 1899.
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Alle origini della commedia italiana: Sicco Polenton e Catinia

 

Sicco Polenton 

Sicco Ricci, figlio di Bartolomeo detto Polenton e di Iacopa, nacque a Levico tra il 1375 e il 1376, ultimo di 19 fratelli. Morì a Padova tra il 1446 e i 1447; fu tumulato nella chiesa di S. Leonardo, ora scomparsa.

Il nome Sicco (o Siccone) gli fu dato dal padre in omaggio al signore di Castelnovo e Caldonazzo, chiamato appunto Siccone, del quale era al servizio come capitano militare.
Quando Sicco fu in età di iniziare gli studi il padre, ormai anziano e vedovo, volle trasfersi a Padova per affidare l'educazione del figlio a Giovanni di Conversino da Ravenna, cancelliere della signoria Carrarese. Presso il Ravennate, Sicco apprese la retorica; poi, per proprio conto, intraprese gli studi di filosofia, di fisica e di legge.
Distinguendosi come notaio fu assunto da Novello da Carrara come cancelliere del Comune ed ottenne la cittadinanza padovana.
Il matrimonio lo imparentò con la illustre famiglia degli Anselmini, il che gli permise di dedicarsi con tempo e mezzi allo studio dei classici latini e di inserirsi nel gruppo illustre degli umanisti. Tra le sue opere spicca l'impegnativa De illustribus scriptoribus latinae linguae in 18 libri (la stesura lo occupò dal 1420 al 1435) e l'interessante agiografia S.Antonii Confessoris de Padua vita et miracula (1433).
Quale notaio dei Carraresi fu l'estensore dell'atto, datato 17 giugno 1405, con cui Francesco Novello cedette la Gastaldia di Anguillara ai frati della Basilica di S. Antonio. Questo documento, mediante il quale il Carrarese sanava il debito contratto per far fronte alle ingenti spese della guerra perduta contro i Veneziani, sarà destinato ad avere effetto su Anguillara per quasi seicento anni. Ed è in conseguenza di tale atto che il Polenton venne inviato con compiti amministrativi ad Anguillara dove, in attesa di rientrare in città, probabilmente risentito per il forzato esilio cui fu costretto, ebbe lo spunto per scrivere l'opera che lo ha reso famoso: CATINIA.
Nel 1778 il Collegio dei Notai Padovani, riconoscendo la fama dell'illustre concittadino e collega gli dedicò una statua (la n°39, quasi dirimpetto alla Basilica) in Prato della Valle, ricordandolo, quale autore dell’opera Catinia, come colui “.. qui primus post renatas litteras latinam comoediam restituit”.
statua Statua di Sicco Polenton in Prato della Valle a Padova. Fatta erigere dal Collegio dei Notai Padovani nel 1778, è opera di Pietro Danieletti (1712-1779).
 
Catinia
 
 "Catinia" è una singolare operetta a metà strada tra la commedia, la farsa e il dialogo lucianeo di importanza indiscutibile per essere, a giudizio degli studiosi, la prima commedia umanistico-rinascimentale in ordine cronologico (è stata scritta in latino nel 1419 e volgarizzata nel 1482). Il fatto è rilevante per Anguillara poiché proprio questo paese della bassa padovana costituisce il luogo della vicenda e i suoi abitanti sono i protagonisti. L'umile villaggio del Quattrocento con il suo fiume e le sue valli, con le sue miserie ma anche con l'inesausto e sapido brio della sua gente, assurge così ai fasti letterari, precedendo di un secolo altre località della campagna pavana immortalate dal Ruzzante.
Ci troviamo in un'osteria di Anguillara, sulla riva dell'Adige al confine del territorio padovano, agli inizi del Quattrocento. L'autore, che vi sosta in attesa di rientrare nel capoluogo dopo aver ricoperto il suo annuale incarico di Vicario, ci mette sotto gli occhi un frate questuante il quale, improvvisatosi attore-mimo, resuscita in una ininterrotta recitazione univoca una scena svoltasi nello stesso luogo vent'anni prima. Tutto prende le mosse da un povero scodellaro ambulante, originario di Como, che s'è fermato a fare uno spuntino. Chiede il conto e fa per andarsene, quando l'oste, in chiave tutta scherzosa lo accusa: prima di avergli teso una trappola tentando di fargli infrangere una pretesa "legge Bibia", poi di aver infranto in proprio la "legge Giulia". Si accende una lunga disputa che verrà arbitrata dallo stesso frate e vede attivi due altri compari: un lanaro e un pescatore. Ben presto il discorso prende la strada della parodia esercitata nei confronti dei ceti che affidano la propria realizzazione alla gloria delle armi e all'accumulo delle ricchezze, ma soprattutto vengono presi di mira gli intellettuali (specie gli accademici), le professioni liberali e quelle più decisamente lucrative (medici e giuristi). In sostanza è il mondo del potere cittadino a essere sbertucciato da questo "epicureo" osservatorio di campagna in cui, nei fatti oltre che nelle parole, si propone di continuo quale modello di vita migliore in assoluto quello basato sul mangiare, sul bere, sul divertimento. L'autore, che ufficialmente dichiara di condannare chi enuncia e pratica un simile trasgressivo proposito, non nasconde la simpatia per i suoi umili personaggi. Il lavoro, singolare e brioso è denso di preziose testimonianze d'epoca e ricco di aspetti divertenti e curiosi.
Il comune di Anguillara Veneta ha promosso, nel 1996, la pubblicazione dell'opera, uscita in edizione critica con la proposizione del testo in lingua italiana accanto all'originale latino e alla versione in volgare del 1482.
 
 
Bibliografia:
G. VEDOVA, Biografia degli scrittori padovani, Padova, Minerva, 1832, vol. II, pp. 119-123.
S. Polenton, Catinia. Traduzione italiana, introduzione e note di Paolo Baldan, Comune di Anguillara Veneta, 1996.

una convivenza di sei secoli

Nel lontano 17 giugno 1405 Francesco II da Carrara, quale risarcimento dei debiti contratti per sostenere la guerra contro i Veneziani, cedette la gastaldia di Anguillara alla Basilica del Santo di Padova con la clausola che i proventi della tenuta, di circa tremilacinquecento  campi padovani, venissero utilizzati per le necessità del sacro edificio. Incaricati della gestione pratica delle terre di Anguillara furono i massari laici dell'Arca del Santo, istituzione creata nel 1396 giusto con lo scopo di garantire la manutenzione e l'abbellimento della Basilica. 
La gastaldia consegnata all'Arca, per la quale i Carraresi vantavano il titolo di conti di Anguillara, era in gran parte coperta di acque stagnanti sfruttate per lo più  come valli da canna e da pesca e per  tutto il Quattrocento la nuova Proprietà continuò a locare tutte le terre ad un unica persona con contratti triennali o quinquennali rinnovabili di volta in volta. A partire dagli anni venti del secolo successivo l'Amministrazione dell'Arca prese a curare maggiormente la propria tenuta tanto che venne deliberato che il Cassiere era tenuto a cavalcare due volte all'anno ad Anguillara alli tempi congrui e spendere ducati cinquanta ogni ano sì in reparatione delle fabriche e lochi de là. Ad un obbligo analogo era soggetto anche il fattore generale, tenuto a recarsi ad Anguillara due o tre volte al mese secondo il bisogno, nell'interesse dell'Arca. Un cambiamento nel modo di condurre la tenuta si ebbe quando, nel 1557,  il Magistrato Veneto ai Beni Inculti ordinò ai proprietari interessati la costituzione del Consorzio del Gorzon allo scopo di prosciugare la vasta zona valliva comprendente tra l'altro il lago di Vighizzolo e di Anguillara. 
La bonifica prese avvio con il Taglio del Gorzon, cioè con l'apertura dell'argine che allora delimitava  le valli, permettendo di incanalare le acque verso il mare. 
La prima consistente porzione di terreni messa a coltura fu quella situata in prossimità dell'Adige in località il Pizzon  dove, tra il 1565 e il 1567, l'Arca fece edificare un grosso complesso dominicale in muratura con ampi rustici comprendenti stalle, granai, alloggi per i boari oltre ai locali d'abitazione per il fattore. Altri terreni coltivati erano in prossimità dell'argine del Gorzone lungo la strada per Bagnoli in località detta la Callà. La conduzione che contemplava anche lo sfruttamento delle valli da pesca era affidata con contratti di locazione che prevedevano per il locatario l'obbligo di scavare fossi, piantare alberi, e la manutenzione degli edifici. 
Il procedere della bonifica e la messa a coltura di nuove terre portarono ad un mutamento nel modo di condurre la gastaldia. Ed infatti una svolta decisiva si ebbe verso la metà del Seicento quando fu stabilito di suddividere le terre liberate dalle acque ed utilizzabili in più possessioni da affittare separatamente con precise clausole di dissodamento e recupero agrario. I proventi di queste nuove locazioni si sarebbero reimpiegati  per continuare, coraggiosamente, nell'opera di prosciugamento. 
Tra il 1660 e il 1665 l'Arca del Santo fece costruire una più consona sede dominicale, elegante e capiente, nei pressi del ponte del Taglio, in un luogo più centrale e raggiungibile rispetto a quella del Pizzon. Comprendeva l'alloggio del fattore di campagna e della sua famiglia ed era dotata di stanze riservate ai Presidenti ed ai Padri Conventuali che si fossero recati in visita ad Anguillara. Nel corso dei secoli avrebbe ospitato personaggi illustri: vi pernottarono il Santo Barbarigo (21 ottobre 1683) e il cardinale Rezzonico (14 luglio 1747); vi fece sosta papa Pio VI di ritorno da Vienna (20 maggio 1782).  Annesso alla villa fu eretto un oratorio con sagrestia dedicato a S.Antonio ove tutt'ora, il 13 giugno, si tiene la festa in onore del Santo. 
Tra il 1665 e il 1690 si procedette alla divisione sistematica dei nuovi terreni prosciugati in possessioni contraddistinte ognuna dal nome di un santo, le quali venivano presto dotate di idoneo complesso rustico con casa colonica  in muratura e copertura in coppi. Tale scelta, eccezionale per l'epoca, caratterizzata dalla prevalenza di casoni in canna e paglia, evitava il pericolo degli incendi. Sulla facciata principale del fabbricato, in apposite nicchie venivano collocate la statua di S.Antonio, a ricordarne la proprietà, e quella del santo di cui la fattoria portava il nome. Allo sforzo edilizio, per il quale l'Arca si era dotata in Anguillara di una propria fornace, partecipavano anche gli affittuali con una quota pari al cinque e mezzo per cento della spesa sostenuta nella fabbricazione. 
Nel Settecento le possessioni occupavano complessivamente 3024 campi padovani e i terreni ancora occupati dalle acque si riducevano ai vasti stagni posti nella parte nord- occidentale della tenuta, verso Tribano. Agli inizi dell'Ottocento la tenuta contava 3430 campi con diciannove possessioni costellate  dei numerosi casoni dei chiusuranti che prestavano la loro opera bracciantile presso gli affittuali. L'opera di bonifica si sarebbe conclusa definitivamente a fine secolo con l'avvento delle macchine idrovore, ma l'Arca poteva già vantare di avere trasformato l'immenso acquitrino ricevuto dai Carraresi in fertili campagne densamente popolate, valorizzate dalla presenza di numerose case coloniche. 
Con il Novecento si assiste alla parcellizzazione dei grossi poderi in tante piccole affittanze a causa delle spinte sociali conseguenti allo stato di disagio della popolazione,  specialmente negli anni  seguenti le due grandi guerre. Si arrivò a parecchie centinaia di appezzamenti, spesso al di sotto dei due campi. 
L'Arca del Santo aveva mantenuto pressoché inalterata la proprietà fin dal 1405, non avendo consentito alcuna cessione se non in rari ed eccezionali casi per motivi di pubblica utilità, avendo superato indenne anche la confisca napoleonica grazie alla sua amministrazione laica. Inaspettatamente si privò della tenuta il 23 gennaio1974, vendendo in blocco a certi Balzarini e Corvi, commercianti bresciani, suscitando la ribellione dei cittadini di Anguillara che si vedevano togliere la terra su cui avevano vissuto per tanti anni, generazioni dopo generazioni. La mobilitazione popolare ottenne una momentanea sospensione dell'atto di compravendita, ma alla fine i nuovi proprietari ebbero ragione  anche se con l'accordo di rivendere ad un prezzo concordato (ma ben superiore a quello da loro pagato all'Arca) ai singoli fittavoli coltivatori. 
Agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso la villa che fu  sede dell'Arca in Anguillara è stata acquistata dal Centro Padovano di Accoglienza che vi ha istituito una comunità terapeutica per il recupero di tossicodipendenti, attività cessata nel 2002. Da allora la villa è inutilizzata.

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La Pietà o Madonna Addolorata del Capitello

Un elemento caratteristico di Anguillara, particolarmente caro agli abitanti, è la chiesetta detta del Capitello, a pianta circolare come i due campanili ai lati, posto lungo la via principale di accesso al paese.
L’Oratorio custodisce un’antica e preziosa immagine: rappresenta la Madonna affranta dal dolore che tiene tra le braccia, sostenuto sulle ginocchia, il figlio deposto dalla Croce, veneratissima in paese, indicata come Madonna (o Beata Vergine) Addolorata del Capitello oppure, semplicemente, Madonna del Capitello. 
Appartiene al genere Vesperbild, termine d’origine tedesca che significa letteralmente Immagine di Vespro o immagine della sera. Alla sera, infatti, quale momento della giornata più adatto alla meditazione e alla riflessione sul mistero della passione e della morte di Cristo, davanti a queste immagini si riunivano i fedeli per la preghiera e si celebravano nei monasteri le messe vespertine.
E’ il tipo di immagine indicato nell’arte con il termine Pietà (celebre quella di Michelangelo in San Pietro a Roma, realizzata nel 1499) corrispondente nel linguaggio popolare alle espressioni: Dolorosa Madre di Dio, Madonna del Pianto, Madonna Addolorata.
Il termine vesperbild bene si presta ad indicare la zona di origine di lingua tedesca ed individua specificamente il gruppo plastico con la Madonna che sostiene sul grembo il figlio morto. Il significato della parola Pietà è invece più generico, comprendendo anche la raffigurazione pittorica dello stesso tema. 
Gli esempi più antichi risalgono al primo Trecento ; sono di grandezza spesso superiore a quella naturale e mostrano una Madonna dall’aspetto maturo, affranta dal dolore, che, rigidamente seduta, sostiene il Cristo in posizione verticale o diagonale, straziato dalle ferite. 
Queste prime immagini vengono prodotte nell’Europa Centrale, in un’ area compresa tra la regione del Reno, la Baviera, la Svizzera, il Tirolo, la Boemia e la Slovacchia.
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L'oratorio "del Capitello" in una cartolina della metà del Novecento

 


La Pietà del Capitello di Anguillara Veneta
La Pietà di Anguillara appartiene invece al gruppo successivo degli schöne Vesperbilder o Belle Pietà, un tipo iconografico ingentilito nelle forme e nell’aspetto. Alla fine del Trecento si assiste, infatti, ad un cambiamento verso uno stile più dolce e morbido sulla scia dello schönes Stil e delle schöne Madonnen (propridello stile Gotico Internazionale). Dall’espressionismo accentuato degli esemplari precedenti, si passa ad una soluzione più liricamente interiorizzata, meno cruenta. La Madonna, acquista un aspetto più giovane ed esprime un dolore più contenuto e riservato, senza eccessi; mentre il corpo del Cristo, non più trattenuto in grembo, assume sulle ginocchia della madre una posizione orizzontale o leggermente inclinata, quasi ostentato come in atteggiamento di offerta. Il tutto in una composizione equilibrata e armonica.
Nato nelle regioni del sud-est della Germania e dell'Austria a partire dalla fine del XIV secolo e proseguito fino alla prima metà del XV, questo tipo ha trovato una larga diffusione nelle zone delle Alpi orientali penetrando nelle Venezie per giungere, lungo la dorsale appenninica e il litorale adriatico, fino alla Basilicata.
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Immagini della pietà di Anguillara Veneta
 
Secondo lo schema iconografico delle Belle Pietà, la Madonna è seduta in posizione eretta, il capo è leggermente inclinato e il volto appare carico di un dolore dominato e composto, senza disperazione. Lo sguardo è perso in uno stato di profonda sofferenza che non lascia indifferenti; caratteristica è la posizione della salma di Cristo appoggiata quasi orizzontalmente sulle ginocchia della Madre. Questa lo sostiene con la destra sotto la nuca, senza sforzo; le braccia del Figlio giacciono incrociate sull'addome, mentre la sinistra di Lei si sovrappone amorevolmente traducendosi nell’effetto compositivo indicato come “motivo delle tre mani”, elemento ricorrente nelle schones vesperbilder con varianti riguardo alla posizione della mano della Madonna.
Tracce di pigmento blu sopravvivono sul manto della Vergine, la veste sottostante appare bianca nella parte superiore, mentre il rosso caratterizza la parte inferiore; il perizoma del Cristo è bianco. Altri pigmenti sono presenti ad evidenziare gli occhi, le ferite, i capelli e le spine. Il colore dell’incarnato è reso dalla tonalità rosata dell’impasto.
Ammirevole l'abilità dell'artista, che ha curato i minimi dettagli, dai particolari espressivi del viso, alle rughe che sottolineano il dolore, alle pieghe del manto, alla trama delle vesti. Pur sapendo di artigiani che si spostavano da un luogo all’altro portando i blocchi grezzi da finire sul posto, è difficile pensare all’azione frettolosa e ripetitiva di un anonimo plasticatore. E’ certamente più convincente l’ipotesi che si tratti di opera di esperte ed abili maestranze d’oltralpe. L’immagine misura alla base cm. 45 ca. per un’altezza di cm 58 e una profondità di cm 24. Massima diagonale cm 70. Sottoposta ad intervento di pulitura e restauro nel 1992 ad opera di A. Lazzarini, la rimozione del pesante strato pittorico, databile al sec. XIX, oltre a far emergere la fine esecuzione, è stata l’occasione per un’analisi della composizione. Secondo la relazione di laboratorio “… lo studio della sezione sottile ha consentito di determinare che l’impasto è costituito da una matrice di gesso microcristallino a struttura localmente grumosa che ingloba radi granuli e grumi da 100-150 mm bruno rossastri di natura terrosa …”. Compatibilmente con tali risultati, l'opera è realizzata in Gußstein (letteralmente “pietra colata”), una sorta di pietra artificiale, facile da modellare, composta di due parti e mezza di gesso, due parti di calce e una mezza parte di sabbia mescolate con acqua. Con l'impasto si gettavano i blocchi grezzi che costituivano la base su cui scolpire e rifinire successivamente l'opera. Anche nel nostro caso, infatti, si tratta di un lavoro ottenuto da un blocco cavo rifinito con cura dall’artista. 
Per le caratteristiche costruttive e stilistiche la Pietà di Anguillara Veneta, una “pregiatissima opera del periodo 1420-1425” secondo lo studioso austriaco Karl Ginhart, è con probabilità di provenienza salisburghese. Notevole, infatti, l’affinità con un esempio presso il Museo Carolino Augusteo di Salisburgo.
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Vesperbild presso il Museo Carolino Augusteo di Salisburgo
 
Rispetto ai numerosi esemplari noti nell’Italia del Nord, localizzati soprattutto nelle Venezie, e Centrale, quello di Anguillara ha affinità con il gruppo Veneto, ricollegabile ai prototipi d’oltralpe. Ne fanno parte, tra gli altri, i vesperbilder di Treviso (chiesa di S. Niccolò), Verona (s. Zeno), Legnago (Duomo), Venezia (S. Giovanni in Bragora), Vicenza (santuario di Monte Berico), Bassano (Duomo), Pieve di Cadore (S. Maria Assunta); costruito in loco è quello conservato nella chiesa di S. Sofia a Padova, di autore e data documentati.
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La pietà presso il Santuario di Monteberico a Vicenza      
 
Storia e leggenda
Di quando e come la Pietà del Capitello sia giunta ad Anguillara non esistono fonti certe.
La posizione sull’Adige di Anguillara, come Legnago e Verona, in prosecuzione della val d’Adige, dove è registrata la presenza di altri vesperbilder, suggerisce come via di provenienza l’ipotesi della direttrice fluviale, che verosimilmente era usata per il traffico delle merci.
Stando al racconto popolare che si tramanda da generazioni, la sacra immagine sarebbe comparsa in forma prodigiosa ad una donna del posto sposata con un uomo della famiglia Morello e dunque chiamata la Morelletta, esattamente dove si sarebbe in seguito costruito il primitivo capitello.
Alla donna, che il marito brutale aveva costretto in una gelida notte d’inverno, ad uscire di casa a cercare sotto la neve l’erba per il bestiame, la Vergine Addolorata sarebbe apparsa, consolatrice, tra i rami dell’albero ai piedi del quale la sventurata si era inginocchiata, disperata per i maltrattamenti, a pregare.
Le modalità prodigiose riferite dalla tradizione, si mescolano ad alcuni elementi oggettivi:
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La presenza del "capitello" in una mappa del 1738
 
Nella visita vescovile del 13 maggio 1668 è annotata l’esistenza di un capitello dell’Addolorata, dove si fanno elemosine che sono raccolte dalla famiglia Morello, proprietaria del fondo. 
Nel 1734 è citata l'esistenza di una cappelletta presso gli eredi del fu Zuane Morello, che ne avevano la custodia, essendo nei loro beni.
E’ riportata la presenza di un piccolo edificio sacro, lungo la via d’accesso al paese, in area di proprietà Morello in un disegno topografico del 1738.
Fino a non molti decenni fa era Morello la proprietà del terreno adiacente all’Oratorio e ancora oggi membri della famiglia Morello abitano lungo la stessa via, non lontano dal luogo dell’apparizione.
 Confermando la presenza, sulla via padovana, di un sacello dedicato alla Beata M. V. del Pianto, F.G. Salomonio (1696) riporta la possibilità che sul luogo sia esistita un tempo l’antica chiesa parrocchiale “bellorum furore vastata”.
Anche per F. Sartori (1884) l'apparizione, posteriore al 1414, sarebbe avvenuta dove secondo la tradizione era la primitiva chiesa di Anguillara, distrutta o per effetto di una grave inondazione dell’Adige avvenuta il 1378, o a causa delle guerre tra Carraresi e Veneziani nell'anno 1405, lasciando intendere che la Pietà fosse originariamente appartenuta all’antica chiesa.
Se così fosse servirebbe anticipare la datazione di almeno una ventina d’anni, cosa non del tutto azzardata se si confronta la nostra pietà con quella della Dekanastkirche di Altenmarkt in Carinzia, per cui è riportata la data del 1394.
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Il vesperbild presso la Dekanastkirche di Altenmarkt (da: Ginhart K., Gotische Vesperbilder in Karnten, 1964)
Per avvalorare l'ipotesi che qui sorgeva la prima chiesa di Anguillara sempre il Sartori cita il ritrovamento di alcune antiche vestigia, avvenuto durante la costruzione dell'attuale Oratorio.
Tra queste è individuato un frammento di bassorilievo raffigurante una mano muliebre, ritenuto parte di una rappresentazione sacra. Probabilmente è lo stesso che adesso si trova murato a sinistra dell'ingresso, classificato dagli studiosi come parte di una stele funeraria di epoca romana databile al II sec.
Dalla stessa area provengono le due lapidi visibili sul sagrato della chiesetta, appartenute presumibassorillievobilmente ad un edificio sacro, datate 1571: l’epoca del primo capitello? E quindi della apparizione/ritrovamento?
Difficile confermare tali ipotesi in mancanza testimonianze sicure.
Certa è invece la devozione popolare per la Madonna del Capitello: quando, nel 1855, la popolazione di Anguillara ottenne la liberazione dal colera, i parrocchiani si impegnarono con voto comune ad erigere un oratorio più ampio, costruito nella forma attuale su progetto dell’architetto Federico Tietz, com’è ricordato nella lapide murata sopra l'ingresso.
 
In segno di riconoscenza, per ricordare la fine dell'epidemia, si celebrano ancor oggi le feste quinquennali, che sempre vedono una gran partecipazione di fedeli.  
 
Luigi Polo
Percorrendo la strada comunale che da Anguillara porta a S.Luca si incontra sulla destra, in corrispondenza del ponte detto del morto, il Gorgo della Novizza, uno stagno largo 40-50 metri circondato da canne palustri e da una fitta vegetazione a proposito del quale i vecchi raccontano un'antica leggenda: “Molti anni fa sorgeva sul luogo una chiesa dove una mattina doveva essere celebrato un matrimonio; ma arrivati gli sposi con il seguito di amici e parenti, la donna, che non gradiva l'uomo destinatole dal padre, invocò con rabbia e disperazione di sprofondare piuttosto che essere maritata con un uomo che non amava. Di colpo, come per incanto, la terra sprofondò inghiottendo chiesa, sposi e invitati, lasciando sul posto la fossa piena d'acqua che ancor oggi è chiamata appunto Gorgo della Novizza (Gorgo de'a Nuissa) da dove ogni tanto, di notte, si sente uscire un suono di campane.”
 Stando al racconto popolare sembra anche che il gorgo sia tanto profondo da non poter essere prosciugato.
 E' stato ipotizzato che il Gorgo della Novizza sia un residuo delle antiche paludi , prosciugate per effetto delle bonifiche avviate con il taglio del Gorzon , ma la dettagliata cartografia esistente mostra che già allora il Gorgo esisteva autonomamente così com'è oggi a lato della strada allora indicata col nome di Arzere vechio del Gorzon e nel 1606 il Cittadella  a proposito del territorio di Anguillara scrive: “ ...che contiene sopra verso l'Olmo il Gorgo della Novizza gia' ivi sommersa dove notturnamente se sole sentire soni, canti, strepiti et vedere fantasmi che mettono terrore dando percosse tall'hora ad alcuni.. ” 

1) Il Gorgo della Novizza in una mappa del 1577 (particolare, Archivio di Stato Venezia, Beni Inculti)

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2) Il Gorgo della Novizza in una mappa del 1738 (particolare, Archivio Arca del Santo, Padova)

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Nonostante il buono stato di conservazione (tale è giudicata nella perizia del 31 gennaio 1893 precedente la demolizione)e le magnificenti forme di impostazione tardo barocca, la chiesa settecentesca di Anguillara fu abbattuta nel 1897 per consentire i lavori di consolidamento degli argini dell'Adige.
Per il nuovo edificio fu scelto un luogo più distante dal fiume, su terreno ceduto dall'Arca del Santo al comune in località allora denominata Barconi. La realizzazione, a cura del Comune, ebbe inizio ufficialmente nel 1897 ma l'inaugurazione poté avvenire solo nel 1905 per ritardi causati da difficoltà tecniche e burocratiche. Nel frattempo le funzioni sacre si svolgevano al Capitello ampliato per l'occasione con una baraccatura in legno.

Semplice e sobria nelle forme, esternamente appare di stile romanico, con la muratura in mattoni a vista abbellita da elementi in pietra bianca, le arcatelle sottocornice, le finestre strette e lunghe; all'interno gli archi acuti della navata, i costoloni e le volte a vela del presbiterio e della zona absidale, richiamano vagamente lo stile gotico.

Ha pianta complessivamente rettangolare con una capiente navata a cui si accede dal portale sulla parete sud e da ingressi laterali; elevato di tre gradini è l'ampio presbiterio seguito dal coro e dalla parte absidale. Ai lati, simmetricamente, la sagrestia e una navata minore. A sinistra, volgendo le spalle alla piazza, è il maestoso campanile dall'acuta cuspide piramidale. La costruzione è realizzata in posizione dominante sopra un terrapieno che è anche sagrato, con la facciata a sud a guardare ancora una volta il fiume

Conserva tutti i principali arredi già presenti nell'edificio demolito. All'esterno, sulla sommità della facciata, le tre statue di S. Andrea, S. Gaetano e S. Antonio attribuite ad Enrico Merengo. All'interno, a chiudere il presbiterio, il monumentale altare attribuito allo scultornicchiae Antonio Bonazza, affiancato dalle belle statue di S. Andrea e S. Pietro In posizione simmetrica, ai lati della navata, rispettivamente gli altari della B. V. del Rosario e della B.V. del Carmine (in un secondo tempo dedicato al Sacro Cuore di Gesù), di S. Antonio e di S. Gaetano, questi ultimi già appartenuti alla chiesa di S. Lorenzo in Venezia. Dalla chiesa settecentesca provengono poi la pregevole pala del primo Seicento posta sopra l'ingresso laterale di levante (raffigura i santi Andrea, Pietro e Antonio), i quadri della sagrestia (degni di nota un san Giuseppe e un S. Girolamo del XVII secolo), il pulpito, il vecchio fonte battesimale e altre suppellettili. Anche l'organo, del padovano Annibale Pugina, figura nella nota delle cose trasportate. Sono di inizio secolo le statue dell'altare della Vergine e del Sacro Cuore, donate nel 1909 dalla famiglia Simon. Proveniva dalla chiesa demolita anche la balaustrata in marmo rosso con cancello in ferro battuto che ornava fino ad alcuni decenni fa il presbiterio, separandolo dalla navata. Gli affreschi sul soffitto e sulle pareti, opera dei fratelli Migliolaro di Montegrotto, risalgono agli anni Cinquanta (del Novecento). Sono dipinti l'assunzione in cielo della Vergine, le crocifissioni di Gesù Cristo e di S. Andrea, il Cristo risorto accompagnato dal suono degli Angeli, i quattro Evangelisti. Degradato dalle intemperie è andato perduto l'affresco sulla lunetta sopra la porta principale raffigurante la Sacra Famiglia, del pittore Manzoni, ora sostituito da un mosaico riproducente il Cristo Pancreator,  opera recente dell’artista rumeno Michael Ivanov.

L. Polo
 
 
 
Bibliografia:
SARTORI F., Guida storica delle chiese parrocchiali ed oratorii della città e diocesi di Padova, Padova, 1884.
Archivio della Curia Vescovile di Padova, Visitationes, voll. LXX, LXXVIII, LXXIX, XCVII, CXXIX, CXLV, CLXIII.
POLO L., La chiesa di Anguillara 10 secoli di storia, in Anguillara Veneta - 50° Consacrazione della Chiesa 1948-1998, Parrocchia di Anguillara V., 1998.
SEMENZATO C., Antonio Bonazza (1698-1763), Padova, 1957.
SEMENZATO C., La scultura veneta del Seicento e Settecento, Venezia, 1966
ZORZI A. Venezia scomparsa, Milano, Mondadori, 2001

Le più antiche testimonianze di insediamenti umani nel territorio di Anguillara risalgono alla preistoria: tracce di un insediamento di probabile età del bronzo sono venute alla luce in località tezzon durante i lavori di sistemazione dell'alveo del canale Gorzone nel 1965.
Da Anguillara provengono anche sporadici ritrovamenti di epoca romana: un probabile frammento di edicola funeraria databile intorno al I secolo d.C. è visibile all'interno della chiesetta del Capitello, murato sul lato sinistro dell'ingresso.
Risale al periodo Longobardo (sec.VIII) un pluteo raffigurante dei pavoni che si abbeverano, proveniente dalla vecchia chiesa di Anguillara demolita sul finire del secolo scorso per motivi di pubblica utilità, ora conservato presso il Museo Nazionale Atestino.

pluteo dei pavoni
Il pluteo dei pavoni,
presso il Museo Nazionale Atestino

Per la prima volta Anguillara è citata, con la sua chiesa dedicata a Sant'Andrea apostolo, in una bolla di papa Martino III, datata 11 giugno 944. Nuovamente è menzionata in un documento dell'anno 954, dove si fa riferimento ad una palude de Anquilaria.
Il toponimo Anguillara è quasi certamente da mettere in relazione alla pesca delle anguille, per la quale, già nel XII secolo, è documentata l'esistenza di impianti di cattura nel fiume Adige. Perciò lo stemma comunale, riprendendo le antiche insegne araldiche dei Carraresi, conti di Anguillara e Signori di Padova, reca, inquartate assieme ai carri, le anguille.
Documenti del 1077 e del 1117 accennano ad Anguillara come Cappella filiale della Chiesa di Tribano e, come Chiesa Curaziale, è anche menzionata in documenti anteriori al 1236.
Nel 1179 un atto del Podestà di Padova sancisce che gli abitanti e il comune di Anguillara siano esentati, in cambio della manutenzione della via di comunicazione, del pagamento di ogni tipo di imposta e possano darsi proprie regole. Tale privilegio, più volte confermato, si protrasse per secoli, anche sotto la dominazione Veneta.

ruderi medievali
Ruderi medioevali in alveo dell'Adige a Borgoforte

Anguillara fu contea dei Carraresi e nel 1230 Iacopo vi eresse un castello che si diceva fortissimo, munito di fosse, ripari e torre, difendendolo nel 1238 contro il tiranno Ezzelino. In un altro documento del 1289, lo stesso castello è detto cinto di mura, fosse, ed edifici entro le mura. Esso fu assediato, senza successo, nel 1293 da Franceschino d'Este, fu preso e distrutto dai Veneziani nel 1375, ricostruito da Francesco I Da Carrara, ripreso e ancora distrutto dai Veneziani alleati dei Visconti, nuovamente edificato da Francesco II e infine difeso invano contro i Veneziani che nel 1404 se ne impadronirono sconfiggendo definitivamente i Carraresi.
L'anno seguente, esattamente il 17 giugno 1405, la proprietà della Gastaldia di Anguillara passò alla Veneranda Arca di Sant'Antonio da Padova in pagamento dei debiti che i Carraresi, a seguito delle guerre, avevano contratto con la Basilica del Santo. L'Arca del Santo ha mantenuto la proprietà della maggior parte dei terreni di Anguillara fino quasi ai nostri giorni, curando l'assetto del territorio ed erigendovi, nel corso dei secoli, la propria sede (sec.XVII) e numerose case coloniche.
Passata sotto il dominio della Repubblica Veneta, Anguillara nel 1425 fu eretta Vicaria per l'importanza strategica e per i traffici fluviali. Il vessillo della Vicaria era azzurro con raffigurante un carro bianco.
Durante la dominazione Veneta furono avviati imponenti lavori idraulici. Infatti, nel 1557, avvenne il Taglio del Gorzon e con la realizzazione del canale omonimo iniziò la bonifica delle paludi, ultimata solo sul finire dell'Ottocento quando furono installate le idrovore a vapore.

Orari di apertura della biblioteca comunale
 
Martedì: 9.30-12.30 e 15.00 – 18.00 
Mercoledì: 15.00 – 18.00 
Giovedì: 9.30 – 12.30 e 15.00 – 18.00 
Sabato: 9.30 – 12.30

 

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OggettoData di pubblicazioneData di scadenza 
26-04-2013
20-06-2013
Esito
- Data di Scadenza: mar 30 apr, 2013
Bando
- Data di Scadenza: sab 30 mar, 2013

anguillara solidale

Gruppo Anguillara Solidale (Lista Civica, Centro Sinistra)
Voti alle elezioni: 1063 (34.53%, seggi 11)

Luigi Polo, sindaco
Ballotta Luigi, vicesindaco
Claudio Buson, assessore
Davide Lazzarin, assessore
Antonio Spada, assessore
Filippo Tomiato, assessore
Alessandro Zambelli, assessore
Tullio Alberto Dicati, consigliere, capogruppo
Davide Bertipaglia, consigliere
Sandro Chioetto, consigliere
Silvio Magon, consigliere
Francesca Masiero, consigliere

Insieme per Anguillara e Borgoforte
Gruppo “Insieme per Anguillara e Borgoforte” (Lista Civica, Centro Destra)
Voti alle elezioni: 941 (30.57%, seggi 2)
Andrea Farinelli, consigliere
Rino Scarparo, consigliere, capogruppo

Cambiare si può
Gruppo “Cambiare si può” (Lista Civica)
Voti alle elezioni: 674 (21.89%, seggi 2)
Domenico Brigo, consigliere, capogruppo
Pier Aldo Baretta, consigliere

Con Anguillara
Gruppo “Con Anguillara” (Lista Civica)
Voti alle elezioni: 400 (12,99%, seggi 1)
Ivano Boaretti, consigliere, capogruppo

- Attivazione procedura di presentazione online delle pratiche edilizie

- URP online: sistema di gestione delle istanze di disservizi da parte dei cittadini

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La comunicazione ha lo stesso valore di una tradizionale raccomandata A/R.
Il mittente ed il destinatario devono disporre entrambi della PEC (e non una semplice casella e-mail).

Se un cittadino non dispone della PEC ma possiede soltanto la posta elettronica normale, l'invio da tale casella all'indirizzo PEC del Comune vale come una e-mail generica e non come raccomandata A/R.

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Il Comune di Anguillara Veneta ha realizzato il sito ufficiale www.comune.castelmassa.ro.it per fornire ai propri utenti, cittadini ed aziende, informazioni e trasparenza sulle attività dell'Amministrazione Comunale e consentire un facile accesso ai servizi.
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Il Segretario Generale, ferme restando le attribuzioni ad esso conferite specificatamente dalla legge e dallo statuto, svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico - amministrativa nei confronti degli organi dell’Ente, sia politici che burocratici, in ordine alla conformità dell’azione amministrativa all’ordinamento giuridico.

A tal fine il Segretario Generale emette direttive e circolari e cura la tenuta degli atti del Comune.

Il Segretario Generale esercita la sovrintendenza in materia di procedimenti disciplinari ed adotta gli atti relativi ai procedimenti stessi.

Segretario Generale
Telefono mobile: 339 8113935
NomeIncaricoIndirizzo emailTelefono
Assessore ai Servizi Sociali, Sport, Tempo Libero
049 5387001
Assessore ai Lavori Pubblici, Patrimonio e Protezione Civile
049 5387001
Assessore alla Cultura, Istruzione, Politiche Giovanili e alla Comunicazione
049 5387001
Assessore alle Politiche Energetiche, Associazionismo, Manifestazioni e Gemellaggi
049 5387001
Sindaco ed Assessore al Bilancio e programmazione, rapporti con ASP, valorizzazione del Territorio
049 5387001
Assessore alle Attività Produttive, Valorizzazione del Prodotto Tipico, al Commercio
049 5387001
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Il sito del comune di Anguillara Veneta è realizzato in maniera accessibile seguendo le direttive sancite dal W3C e riprese dalla Legge Stanca del 2004, grazie all'utilizzo del CMS ISWEB proprietario di Internet Soluzioni srl

Di seguito vengono riportate le caratteristiche che rendono accessibile questo sito.

Requisito 1
Enunciato: Realizzare pagine e oggetti in esse contenuti con tecnologie definite da grammatiche formali pubblicate, utilizzando le versioni più recenti disponibili quando sono supportate dai programmi utente. Utilizzare elementi ed attributi in modo conforme alle specifiche, rispettandone l'aspetto semantico. In particolare, per i linguaggi a marcatori HTML e XHTML: Per tutti i siti di nuova realizzazione, utilizzare almeno la versione 4.01 dell'HTML o la versione 1.0 dell'XHTML, entrambe con DTD di tipo Strict; In sede di prima applicazione, per i siti esistenti, nel caso in cui non sia possibile ottemperare al punto a) è consentito utilizzare la versione dei linguaggi sopra indicati con DTD Transitional con le seguenti avvertenze: evitare l'uso di elementi ed attributi che consentono di definire caratteristiche presentazionali della pagina (quali caratteristiche dei caratteri del testo, colori del testo e dello sfondo, ecc.), impiegando al loro posto i Fogli di Stile CSS; evitare la generazione di nuove finestre; ove ciò non fosse possibile, avvisare esplicitamente l'utente del cambiamento del focus; pianificare la transizione dell'intero sito alla versione con DTD Strict del linguaggio utilizzato. Il piano di transizione va presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie.
Dichiarazione:
Il CMS ISWEB, pubblica delle pagine web realizzate secondo la grammatica formale più accessibile e consigliata dall'enunciato: XHTML 1.0 con DTD di tipo Strict.

Requisito 2

Enunciato: Non è consentito l'uso dei frame nella realizzazione di nuovi siti. In sede di prima applicazione, per i siti esistenti già realizzati con frame, è consentito l'uso di HTML 4.01 o XHTML 1.0 con DTD frameset con le seguenti avvertenze: evitare l'uso di elementi ed attributi che consentono di definire caratteristiche presentazionali della pagina (quali caratteristiche dei caratteri del testo, colori del testo e dello sfondo, ecc.), impiegando al loro posto i Fogli di Stile CSS; fare in modo che ogni frame abbia un titolo significativo per facilitarne l'identificazione e la navigazione. Se necessario, descrivere anche lo scopo dei frame e la loro interazione; pianificare la transizione a XHTML almeno nella versione 1.0 con DTD Strict dell'intero sito. Il piano di transizione va presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie.
Dichiarazione:
Il CMS ISWEB non utilizza i frame.

Requisito 3
Enunciato: Fornire una alternativa testuale equivalente per ogni oggetto non testuale presente in una pagina e assicurarsi che quando cambia dinamicamente il contenuto non testuale di un oggetto vengano aggiornati anche i suoi equivalenti. L'alternativa testuale equivalente di un oggetto non testuale deve essere commisurata alla funzione esercitata dall'oggetto nello specifico contesto.
Dichiarazione:
Per ogni oggetto non testuale presente che abbia scopi informativi, viene fornita un' alternativa testuale equivalente.

Requisito 4
Enunciato: Assicurarsi che tutta l'informazione e tutte le funzionalità veicolate dal colore siano disponibili anche senza l'uso dello stesso.
Dichiarazione:
Il CMS ISWEB non utilizza il colore come esclusivo mezzo di accesso ai contenuti delle pagine.

Requisito 5

Enunciato: Evitare oggetti e scritte lampeggianti o in movimento le cui frequenze di funzionamento possono provocare disturbi da epilessia fotosensibile, disturbi della concentrazione o che possono causare il malfunzionamento delle tecnologie assistive. Quando le esigenze informative richiedono comunque il loro utilizzo, avvisare l'utente del rischio e predisporre metodi che consentano di evitare tali oggetti.
Dichiarazione:
I contenuti non prevedono nè per scopi informativi nè per scopi estetici l'utilizzo di oggetti o scritte lampeggianti.

Requisito 6
Enunciato: Assicurarsi che il contenuto informativo (foreground) e lo sfondo (background) siano distinguibili, per mezzo di un sufficiente contrasto nel caso di testo oppure di differenza di livello sonoro in caso di parlato con sottofondo musicale. Un testo in forma di immagine è sconsigliato in genere ma, se non evitabile, deve essere realizzato con gli stessi criteri di distinguibilità indicati in precedenza, tenendo conto che in una immagine il contrasto e le dimensioni dei caratteri non sono modificabili dall'utente.
Dichiarazione:
I contrasti e le differenza di colore fra primo piano e sfondo sono sempre sufficientemente elevati: oltre a prendere come punto di rierimento l'algoritmo di verifica del contrasto proposto dalla legge, si sta però monitorizzando il lavoro del gruppo che sta elaborando le WCAG 2 (i nuovi standard internazionali sull'accessibilità) che a breve rilascerà un nuovo algoritmo in sostituzione del precedente. Il CMS ISWEB inoltre, permette di far visualizzare versioni alternative del sito, tra cui alcune adatte ad essere visualizzate anche ad utenti con problemi particolari di ipovisione e daltonismo.

Requisito 7
Enunciato: Utilizzare mappe immagine sensibili di tipo lato client piuttosto che lato server, eccetto il caso in cui le zone sensibili non possano essere definite con una forma geometrica valida.
Dichiarazione:
Il CMS ISWEB non prevede l'utilizzo di immagini mappate.

Requisito 8

Enunciato: Se sono utilizzate mappe immagine lato server, fornire i collegamenti di testo alternativi necessari ad ottenere tutte le informazioni o i servizi raggiungibili tramite l'interazione con la mappa.
Dichiarazione:
Come da requisito 7, il CMS ISWEB non prevede l'utilizzo di immagini mappate.

Requisito 9

Enunciato: Usare elementi (marcatori) ed attributi per descrivere i contenuti e per identificare le intestazioni di righe e colonne all'interno di tabelle di dati.
Dichiarazione:
Tramite gli strumenti avanzati di creazione tabelle messi a disposizione dal CMSISWEB, ogni tabella utilizza i tag avanzati dedicati all'accessibilità.

Requisito 10
Enunciato: Usare elementi (marcatori) per associare le celle di dati e le celle di intestazione nelle tabelle di dati che hanno due o più livelli logici di intestazione di righe o colonne.
Dichiarazione:
Come per il requisito 9, tramite gli strumenti avanzati di creazione tabelle messi a disposizione dal cms ISWEB, ogni tabella utilizza i tag avanzati dedicati all'accessibilità.

Requisito 11
Enunciato: Usare i fogli di stile per controllare la presentazione dei contenuti e organizzare le pagine in modo che possano essere lette anche quando i fogli di stile siano disabilitati o non supportati.
Dichiarazione:
Grazie alle caratteristiche tecniche del CMS ISWEB, il sito web è stato realizzando separando la logica dei contenuti da quella della presentazione: molti dettagli presenti per scopi estetici e non informativi sono contenuti esclusivamente nei css.

Requisito 12
Enunciato: La presentazione e i contenuti testuali di una pagina devono potersi adattare all'interfaccia utilizzata dall'utente senza sovrapposizione degli oggetti presenti o perdita di informazioni tali da rendere incomprensibile il contenuto, anche in caso diridimensionamento, ingrandimento o riduzione dell'area di visualizzazione e/o dei caratteri rispetto ai valori di default di tali parametri.
Dichiarazione:
Il CMS ISWEB utilizza grandezze dei caratteri relative, quindi l'utente può agevolmente modificare la grandezza dell'intero layout senza che vi siano fastidiose sovrapposizioni. Questo portale inoltre presenta una impaginazione di tipo liquida che permette l'adattabilità su diverse risoluzioni, e la visualizzazione su browser testuali.

Requisito 13
Enunciato: Qualora si utilizzino le tabelle a scopo di impaginazione: assicurarsi che il loro contenuto sia comprensibile quando esse sono lette in modo linearizzato, utilizzare gli elementi e gli attributi di una tabella rispettandone il valore semantico definito nella specifica del linguaggio a marcatori utilizzato.
Dichiarazione:
Il CMS ISWEB non utilizza tabelle a scopo di impaginazione.

Requisito 14
Enunciato: Nei moduli (form), associare in maniera esplicita le etichette ai loro controlli, posizionandole in modo da agevolare la compilazione dei campi a chi utilizza le tecnologie assistive.
Dichiarazione:
Il CMS ISWEB utilizza form con etichette per ogni controllo e per ogni campo.

Requisito 15
Enunciato: Assicurarsi che le pagine siano utilizzabili quando script, applet, o altri oggetti di programmazione sono disabilitati oppure non supportati. Se questo non è possibile: fornire una spiegazione della funzionalità fornita; garantire l'alternativa testuale equivalente in modo analogo a quanto indicato nel requisito n. 3.
Dichiarazione:
Il CMS ISWEB non contiene script per le funzionalità principali del sito.

Requisito 16
Enunciato: Assicurarsi che i gestori di eventi che attivano script, applet oppure altri oggetti di programmazione o che possiedono comunque una loro specifica interfaccia, siano indipendenti da uno specifico dispositivo di input.
Dichiarazione:
Gli script presenti nel CMS ISWEB non producono effetti di alcun tipo alle pagine lato utente.

Requisito 17
Enunciato: Fare in modo che le funzionalità e le informazioni veicolate per mezzo di oggetti di programmazione, oggetti che utilizzino tecnologie non definite da grammatiche formali pubblicate, script e applet siano direttamente accessibili o compatibili con le tecnologie assistive.
Dichiarazione:
Le pagine non veicolano informazioni attraverso l'uso di tecnologie differenti dal codice XHTML; eventuali oggetti di tipo shockwave saranno realizzati tenendo presenti i parametri per l'accessibilità.

Requisito 18
Enunciato: Qualora un filmato o una presentazione multimediale temporizzata siano indispensabili alla informazione fornita o al servizio erogato, sincronizzare con essi l'alternativa testuale equivalente, in forma di sotto-titolazione o descrizione vocale, oppure associarvi un riassunto o una semplice etichetta, a seconda del livello di importanza e delle difficoltà di realizzazione nel caso di presentazioni in tempo reale.
Dichiarazione:
Il CMS ISWEB, direttamente, non fornisce presentazioni multimediali.

Requisito 19
Enunciato: Rendere chiara la destinazione di ogni collegamento ipertestuale (link) con testi significativi anche se letti fuori dal loro contesto oppure associare ai collegamenti testi alternativi che siano a loro volta esplicativi della destinazione del collegamento. Prevedere meccanismi che consentano di evitare letture ripetitive di sequenze di collegamenti comuni a più pagine.
Dichiarazione:
Ogni link ipertestuale risulta avere una destinazione chiara.

Requisito 20
Enunciato: Qualora per la fruizione di un servizio erogato in una pagina sia previsto un determinato intervallo di tempo per il compimento di determinate azioni, è necessario avvertire di ciò l'utente, indicando anche il tempo massimo utile e fornendo eventuali alternative per fruire del servizio stesso.
Dichiarazione:
Il CMS ISWEB non prevede l'uso di funzioni temporizzate.

Requisito 21
Enunciato: Fare in modo che i collegamenti presenti in una pagina siano selezionabili e attivabili tramite comandi da tastiera o tecnologia in emulazione di tastiera o tramite sistemi di puntamento diversi dal mouse. In particolare: la distanza verticale (interlinea) di liste di link sia di almeno 1 em; le distanze orizzontale e verticale tra i bottoni di un modulo (form) sia di almeno 1 em; le dimensioni dei bottoni in un form siano tali da rendere chiaramente leggibile l'etichetta in essi contenuta, per esempio utilizzando opportunamente il margine interno (padding) tra l'etichetta e i bordi del bottone; alle immagini sensibili si applicano gli stessi principi dei bottoni dei moduli, ricordando che in questo caso le dimensioni definite non sono modificabili.
Dichiarazione:
Il CMS ISWEB presenta automaticamente degli accesskey per raggiungere le principali aree del progetto.

Requisito 22
Enunciato: In sede di prima applicazione, per i siti esistenti, in ogni pagina che non può essere ricondotta al rispetto dei presenti requisiti, fornire un collegamento a una pagina che li rispetti, contenga informazioni e funzionalità equivalenti, e sia aggiornata con la stessa frequenza della pagina originale, evitando la creazione di pagine di solo testo. Il collegamento alla pagina accessibile deve essere proposto come scelta in modo evidente all'inizio della pagina non accessibile.
Dichiarazione:
Ogni pagina fornita presente nel progetto, è pienamente rielaborata secondo le regole sull'accessibilità.

Mappa del Sito

Componenti della giunta

Luigi Polo
Incaricato politico
Incarico: Sindaco ed Assessore al Bilancio e programmazione, rapporti con ASP, valorizzazione del Territorio
Telefono mobile: 328 5855946
Giunta comunale
Incaricato politico
Incarico: Vicesindaco e Assessore all'Urbanistica, Edilizia Privata e al Personale
Telefono mobile: 335 1847194
Giunta comunale
Incaricato politico
Incarico: Assessore ai Lavori Pubblici, Patrimonio e Protezione Civile
Telefono mobile: 320 5694258
Giunta comunale
Incaricato politico
Incarico: Assessore alle Politiche Energetiche, Associazionismo, Manifestazioni e Gemellaggi
Telefono mobile: 345 5607195
Giunta comunale
Incaricato politico
Incarico: Assessore alla Cultura, Istruzione, Politiche Giovanili e alla Comunicazione
Telefono mobile: 345 5607045
Giunta comunale
Incaricato politico
Incarico: Assessore alle Attività Produttive, Valorizzazione del Prodotto Tipico, al Commercio
Telefono mobile: 338 7890022
Giunta comunale
Incaricato politico
Incarico: Assessore ai Servizi Sociali, Sport, Tempo Libero
Telefono mobile: 348 3116667
Chiusura contenitore centro
caratteri restanti

Attenzione: Eventuali campi preceduti da (*) sono obbligatori.

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